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Feb
07
2010
L' Arte e i Galleristi PDF Stampa
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Blog - In giro per Mostre
Scritto da alasha alasha   

Arte, Gallerie e Galleristi

 

 

Sono con un'amica, e mentre stiamo passando il pomeriggio passeggiando per la città va a finire che entriamo in un paio di Gallerie d' Arte, con l'intento di entrare nell'abbraccio creativo e di "respirare" Arte per un po'.

 

Arte?

No, poco spazio e una Gallerista assolutamente soffocante

Nella prima Galleria ci troviamo di fronte ad una Personale, con esposte Opere di piccole dimensioni e dal messaggio un po' difficile, mi sembra, da recepire. Per cui mi muovo molto lentamente cercando di sintonizzarmi con l'Opera a cui di volta in volta mi trovo di fronte.

Lo spazio della Galleria è però sì  lungo ma abbastanza ristretto. Troppo, per quello che mi riguarda, e ho quindi delle serie difficoltà a mettermi in sintonia.

La mia amica ormai mi conosce e sa quello che sto facendo; molto probabilmente nota il mio disagio e si tiene distante, vedo che cerca "di lasciarmi spazio". Lo apprezzo molto.

Senonchè accade che arriva di corsa la Gallerista e m'investe a tutto spiano con la sua presenza bombardandomi di domande e spazzando via così tutte le percezioni che lentamente stavano cominciando ad arrivarmi. Vuole capire chi sono, lo sento.

Mi chiede se mi piace l' Artista e io la guardo allibita  cercando di non risponderle mentre penso indignata: "Come faccio a dirti se mi piace o meno se non mi lasci nemmeno il tempo di ascoltare!" E poi si mette a parlare a raffica, dell' Artista in questione, delle altre Mostre che ha fatto eccetera, eccetera, eccetera...

Oddio, fermatela! Qualcuno la fermi.

 

Ascoltare l' Opera

Io voglio ascoltare l' Opera. E' per questo che sono entrata.

Per fortuna entra in Galleria un'altra persona e così questa donna si allontana preparandosi a tendere l'agguato a un altro potenziale "cliente".

Aaaaaaaahhhh..., che sollievo. Finalmente posso tornare al mio Artista, al suo messaggio, alle sue Opere.

Così m'immergo nella tanto agognata operazione, cercando di spostarmi ogni volta che questa signora si riavvicina..., evitando con cura il suo sguardo..., riparandomi dietro a qualche provvidenziale colonna...

Ma sto anche scrivendo e lei nota subito che sto prendendo appunti, viene, mi chiede... e sento che vorrebbe sbirciare sul mio foglio, spiare le mie poche righe buttate giù in fretta...

Di nuovo la mia amica salva la situazione che si sta facendo per me sempre più disperata, e la coinvolge parlando di Arte in generale, di "altro"...


Ecco, alla fine ce l'ho fatta, ho avuto "il mio contatto con l' Artista". Hurrà.


E lo dai a me il Catalogo, o no??

Bene. E' tempo di uscire. Però so che c'è un Catalogo, e io lo voglio. Cerchiamo, guardando da tutte le parti..., e c'è tutto fuorchè quello. Così lo chiediamo espressamente. E ci viene detto che è finito! O, meglio, che hanno avuto tante richieste e che hanno ancora pochissime copie e che queste sono "riservate" ("a chi??" - mi chiedo). La Gallerista va poi anche a prenderne una copia (una di quelle rimaste), e ce la rifila dicendoci che la possiamo per un momento "rimirare", ma "attenzione a non rovinarla mentre la tenete in mano", e sta lì, appiccicata a noi come un rapace pronto ad afferrare la sua preda.

Sono un po'disgustata, e questo senso di forte disagio mi segue anche dopo che sono uscita e sto di nuovo camminando per i marciapiedi della città.


"Amore per l' Arte "? A qualcuno importa?

Non posso fare a meno di continuare a chiedermi in base a che cosa questa donna ha fatto la sua scelta di non darmi il Catalogo: perchè non sono stata "una cliente", perchè non ero un personaggio "abbastanza famoso", o perchè non ero una "rappresentante autorevole dei mass-media"?

Io però "amo l' Arte", mi dico, e so che per me è importante.

Sì, questo non gliel'ho detto, e credo anche di non averglielo fatto capire abbastanza, ma la mia strana sensazione è che forse non gliene sarebbe importato nulla.


L' Arte dentro un ambiente "diverso"

Anche la seconda Galleria nella quale entriamo è piccola e stretta.

Qui il Gallerista sta parlando con altre persone, ed esposta sui muri c'è una Collettiva, tutta di Artisti noti e affermati.

 

L' Artista parla se il Gallerista glielo permette!

A differenza di prima, ci viene lasciato spazio, nessuno ci insegue. Viene solo fatto un breve commento sulle Opere esposte e ci viene detto che, se vogliamo, possiamo proseguire la nostra visita anche nei locali adiacenti. Sono libera di girare, soffermarmi, tornare indietro quanto voglio e ascoltare nella maniera che più mi aggrada. Mi sento a mio agio: qui l’Artista mi può parlare!

Chi gestisce la Galleria lo mette in condizioni di farlo (!).

Di tutte le Opere esposte ce n’è una in particolare che mi piace, e molto: il soggetto disegnato sembra mettere in evidenza strati di buio e di luce, e guardando il quadro vengo investita da dolcezza e sì, quasi sensualità in un gioco magnifico dove il grigio diventa verde muschio e la luce si fa carezzevole e stupendamente dorata…

 

"Lavoro"... e non solo. Anche Arte!

Si, è vero, anche in questo caso il Gallerista fa “il suo lavoro”: noto che si è accorto che qualcosa mi piace e allora si avvicina e parliamo. Capisco che sta cercando di sapere se sono interessata all’acquisto o meno, e si sta chiedendo se diventerò una “cliente”. Però non si limita a questo, sa fare anche dell’altro. E’ vero, mi parla dell’Artista in questione, va nella stanzetta sul retro e mi porta altre Opere sue, me le espone…

Ma nel frattempo entriamo in quello che diventa un “dialogo”, di quelli abbastanza veri. E così ci scambiamo opinioni e pezzettini di vissuti: sull’Arte, sui contatti con gli Artisti, sulla loro maniera di essere o sulle particolarità di qualcuno di loro. E ci ritroviamo a chiederci che cosa effettivamente l’Arte sia.

 

Arte, ancora Arte, alla fine sempre Arte

Che cosa?

Davvero uno Scambio?

Una Comunicazione?

Un’Emozione, data e trovata ?

Una capacità, forte, di Elevata Trasmissione?

 

Non ho comperato nessun quadro, alla fine, ma esco da questa Galleria e so che sono stata in un posto per me “giusto”, dove c’era ciò che amavo: Quadri, Opere, Artisti, e gente che amava sul serio stare in mezzo a tutto questo.

 

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